Fino ad adesso come abbiamo notato ci siamo occupati delle prime due caratteristiche del suono.Oggi parliamo invece della terza ma non per questo meno importante caratteristica chiamata intensità.Come già detto in passato spesso questo termine viene impropriamente scambiato con il generico termine volume.E' bene ricordare che intensità e frequenza sono assolutamente indipendenti tra di loro ovvero è possibile riprodurre la medesima nota con intensità nettamente diverse.Viceversa il timbro o colore viene spesso influenzato dalla scelta dell'intensità a causa di fenomeni contingenti dovuti allo stato della cavità orale.In musica, il termine dinamica concerne la gestione delle intensità sonore (piano, forte, e tutte le gradazioni superiori e interne) con le quali il compositore intende che il suo brano sia eseguito, e che normalmente annota in partitura.Generalmente la dinamica viene annotata sotto al pentagramma con apposite sigle in carattere corsivo. Esse sono, dalla minima alla massima dinamica: ppp (più che pianissimo), pp (pianissimo), p (piano), mp (mezzopiano), mf (mezzoforte), f (forte), ff (fortissimo), fff (più che fortissimo). Eccezionalmente possono comparire pppp e ffff.
Il cambiameto di dinamica può essere improvviso (talvolta indicato esplicitamente con la sigla sub. - subito) oppure progressivo. In questo caso si usano espressioni testuali come cresc. (crescendo, aumentando il volume) e dim. (diminuendo), talvolta accompagnate da poco a poco.La dinamica come detto prima ha effetti sul timbro : generalmente un suono in "piano" è meno ricco di armonici naturali ovvero il colore della voce risulta sacrificato e i suoni escono ingolati, mentre una dinamica eccessivamente alta può portare ad effetti di distorsione cioè un cambio di timbro improvviso che sembra innaturale e prodotto aritficialmente mediante macchine elettroniche(il distorsore appunto,tanto utilizzato nella musica contemporanea soprattutto nello stile Hip Hop).Detto ciò in realtà, la dinamica viene segnalata in maniera rigida ,prevalentemente nel canto lirico o nelle partiture di altri strumenti che non siano la voce umana appunto.Ciò significa che nel canto moderno un brano nasce idealmente monocorde cioè privo di dinamiche.Tuttavia una escuzione completamente monocorde è improponibile ad un pubblico attento(nel caso di un live ad esmpio,dove il pubblico è completamente rivolto al cantante),in quanto risulterebbe noiosa e priva di messaggi emozionali subliminali.Quindi in genere al cantante viene lasciata la possibilità di gestire a piacimento le dinamiche a mo di variazione del brano.Ovviamente però il cantante deve cercare di individuare una dinamica fruttuosa o quantomeno coerente con ciò che sta cantando.Da qui nasce la tecnica dell'interpretazione.Quando si parla di tecnica dell'interpretazione non ci si riferisce mai ai movimenti fisici e coreografici del cantante che vengono studiate in contesti separati,bensì all'effeto psicologico delle dinamiche sul pubblico.Chiaramente i suggerimenti interpretatori che sono numerosissimi vengono fruiti sia dalla musica stessa di sottofondo(sia nella melodia che nel ritmo)che nel testo naturalemente.Per fare un esempio banale basti considerare "I Giardini Di Marzo" di Lucio Battisti.Come tutti immaginiamo facilmente la parte iniziale suggerisce una certa malinconia durante un lucido ragionamento autocritico di un uomo che sicuramente ha dei problemi psichici.Quindi sarà opportuno mantenersi sul piano-pianissimo.Successivamente invece quando la musica si apre con quel tono di protesta straziante(Che anno è,che giorno è)allora si ha tutto un crescedo che va dal forte al fortissimo per poi tornare nuovamente alla rassegnazione finale con un piano.Altro esempio puo essere il famoso "più" prima dell inciso di "Vieni Da Me" delle Vibrazioni.Li ad esempio abbiamo un crescendo dinamico netto nelle tre ripetizioni del "più" che vanno ad indicare il desiderio sempre più ardente di ottenere la donna.Sembra comunque chiaro la necessitaà di grande controllo della voce...proprio per questo in genere i cantanti che usano di più le dinamiche sono quelli più tecnici e carismatici.
domenica 20 aprile 2008
lezione n°6: DINAMICHE ED INTERPRETAZIONE
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sabato 12 aprile 2008
Lezione di canto 5: I REGISTRI
Allora….prima di tutto mi scuso di non aver pubblicato la lezione nel tempo corretto…ma purtroppo in questi ultimi giorni ho avuto parecchi da fare e non ho trovato il tempo di riordinare le idee per stilare l’argomentazione che oggi invece farò
L’argomento riguarda come dice il titolo i registri nel canto. Definiamo registro canoro l’intervallo vocale ovvero l’estensione di note che una voce umana è capace di riprodurre. I registri si dividono fondamentalmente ,con le opportune eccezioni, in registri maschili e femminili. Chiaramente le donne presentano una vocalità più chiara rispetto agli uomini, per cui le esigenze tecniche e commerciali relative all’estensione sono enormemente diverse a seconda del sesso del cantante. Poiché l’estensione media di un individuo(uomo o donna che sia) è di circa un ottava e mezzo,per catalogare un cantante entro un particolare registro dunque si preferì convenzionalmente di assegnare ad ogni registro due ottave di riferimento in modo che il cantante rientri con la sua estensione completamente dentro il range predefinito. Bisogna inoltre capire che soprattutto nel mondo lirico è fondamentale comprendere a quale registro la voce del cantante appartenga. La motivazione di questo,sta nel fatto che i personaggi lirici ricoprono univocamente un ruolo con un annesso specifico range estensorio. In particolare è utile premettere che quando si parla di estensione, non ci si riferisce mai e poi mai alla capacità di intonare note particolarmente alte,ma ci si riferisce sempre alla capacità di eseguire un intervallo particolarmente grande di note,con paradossalmente preferenza verso le note basse perché sono quelle più appunto “colorate” come abbiamo visto nella lezione precedente.
Partiamo con i registri maschili che in genere secondo la suddivisione delle frequenze in scale diatoniche presentano una estensione in frequenza situata un’ottava sotto rispetto ai corrispettivi registri femminili:
1)Basso
2)Baritono
3)Tenore
Il Basso è il registro più grave tra le voci maschili,la sua voce è utilizzata in genere nella lirica per parti particolarmente intense e drammatiche,e risulta essere spesso di fascino particolare. Nel canto moderno la figura del basso e poco utilizzata poiché in genere un basso presenta difficoltà nell’agilità vocale sugli alti e con difficoltà esegue acuti esplosivi,i quali sono diventati fondamentali all’interno degli incisi delle canzoni moderne ed in più è un registro che non si presta all’ Hip Hop per il suo colore tipicamente scuro. L’estensione di un basso va dal Fa di prima ottava al Fa di terza ottava.
Il Baritono è invece il registro medio tra le voci maschili. La sua dignità fu riconosciuta soltanto in tempi piuttosto recenti,in quanto inizialmente nella lirica questa vocalità veniva costruita dai bassi utilizzando il falsetto. Proprio per queste ragioni i ruoli da baritono sono relativamente pochi in lirica,anche se alcuni sono particolarmente famosi,come Figaro nel “Barbiere Di Siviglia”. Nel canto moderno invece i Baritoni sono sicuramente i cantanti più appetibili commercialmente .Essi infatti hanno grande capacità di espressione sulle note basse con colori tipicamente caldi e scuri mentre hanno forti capacità di eseguire note acute con notevole potenza e colore,seppur nei limiti della propria capacità di eseguire acutissimi. Oggi il maggiore rappresentante del canto baritonale moderno italiano è Tiziano Ferro,grandissimo talento espressivo e comunicativo,che viene considerato modello di vocalità perfetta per un cantante contemporaneo. L’estensione del baritono va dal La di prima ottava al La di terza ottava.
Il Tenore è il registro più alto delle voci maschili. Come per il baritono nella lirica il suo utilizzo non fu così vasto prima del 18° secolo. Tuttavia a differenza del Baritono nella modernità il registro di Tenore divenne sempre più importante nelle opere liriche di nuova generazione fino a diventare il più conosciuto e apprezzato registro ai giorni di oggi. Infatti anche nel canto moderno i Tenori trovarono un utilizzo imponente per alcune capacità molto interessanti come quello di poter riprodurre suoni molto alti senza sforzi e soprattutto di gestirli con grande agilità vocale(cioè la capacità di eseguire vibrati veloci con cambi di intonazione e dinamica gradevoli).Tuttavia essendo il tenore un registro molto comune tra gli uomini ed essendo abbastanza inadatto nella riproduzione di suoni particolarmente bassi,esso ha subito una caduta di interesse commerciale. L’estensione di un tenore va dal Do di seconda ottava al Do di quarta ottava detto anche “do di petto”. Tuttavia vengono ancora considerati tenori uomini con estensione che partono dal Re di seconda ottava fino al Fa di quarta ottava.
Come abbiamo visto il registro medio è per i cantanti maschi sicuramente il più appetibile. La situazione è molto diversa invece per i registri femminili:
1)Contralto
2)Mezzosoprano
3)Soprano
Il Contralto è il registro più basso femminile. In genere i contralti hanno voci molto appetibili commercialmente per quanto riguarda il canto moderno ed in particolare nella lirica sono utilizzati moltissimo in quanto registro medio per eccellenza(tanto addirittura da portare alcuni cantanti uomini a castrarsi in età giovanile).Il contralto ha una voce in genere scura(su una donna),rotonda e piena di armonici,che lo rende ideale per donne che appartengono ad un repertorio moderno Soul americano. L’estensione di contralto va dal Sol di seconda ottava sino al Sol di quarta ottava.
Il Mezzosoprano è il registro medio femminile. A differenza del baritono la figura del Mezzosoprano ancora oggi non ha una vera e propria dignità,ma si propone come antagonista del Soprano nella lirica. Nel canto moderno vi è un piccolo utilizzo su scala commerciale di questo tipo di registro ed esso è inoltre molto raro da riscontrare nelle donne .La sua estensione va dal Si di seconda ottava fino al Si di quarta ottava .
Il soprano è il registro femminile più acuto ed è senza dubbio il più comune e diffuso tra le donne. Nel canto moderno è diffusissimo e quasi tutte le cantanti pop appartengono a tale registro così come quasi tutti i ruoli di protagonista donna nella lirica sono ricoperti da Soprani. L’estensione tipica del Soprano è quella che va dal Re di terza ottava sino al Re di quinta ottava.
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venerdì 4 aprile 2008
Lezione 4- I COLORI DELLA VOCE
Dopo aver sviscerato gli argomenti basilari che da ora in poi dovranno essere considerati scontati,andiamo ad entrare in uno degli argomenti più affascinanti che ha fatto la fortuna del canto moderno…la teoria dei colori della voce .Prima di parlare di quest’ultima è opportuno chiarire cosa si intende per tipologia di emissione vocale in particolare. Oggi si riconoscono tre tipi di emissione
1)voce ingolata:La voce di gola è il modo in cui si emette il suono quando si parla. Essa è dovuta principalmente ad una emissione piuttosto ridotta del fiato durante l’espirazione.Per produrre un suono infatti è necessario che le corde vocali vibrino,ma se queste ultime sono rilassate in quanto la faringe(la gola) rimane nella sua posizione più rilassata,le corde hanno bisogno di una grande quantità di fiato per poter vibrare ed emettere suoni. Tuttavia espandendo la faringe le corde vocali cominciano ad essere maggiormente tese,fino al punto in cui basta una minima quantità di fiato affinché le corde vibrino. Il suono prodotto però risulta essere rigido e piatto,e più la frequenza del suono prodotto è alta,più tali attributi risulteranno evidenti. La voce ingolata,a lungo andare può provocare lesioni anche gravi alle corde vocali per cui un cantante raramente la utilizza.
2)voce impostata: La voce impostata è il modo corretto di produrre suono con la voce; cantando con voce impostata si producono suoni di qualità migliore, più omogenei timbricamente, si è capaci di maggiore volume sonoro ma soprattutto si è in grado di cantare per un tempo prolungato senza incorrere in danni alle corde vocali. La voce impostata consiste nel far risuonare la cavità orale accoppiandola all'oscillazione delle corde vocali, che iniziano la vibrazione con la loro adduzione per rotazione all'indietro delle cartilagini aritenoidi(una specie di piccole valvole che consentono il passaggio del fiato….un po’ come una botola dal quale esce vento).La quantità di fiato prodotta,passa così per la faringe permettendo alle corde di vibrare pur essendo rilassate.Il suono della voce impostata è potente, rotondo e pieno, duttile; mantiene queste caratteristiche in ogni condizione di emissione, acuti o bassi, piani o fortissimi.
3)falsetto: Il falsetto è un particolare modo di vibrazione delle corde vocali che permette di emettere le note più acute con meno sforzo, o in alternativa di emettere note più acute di quanto si potrebbe fare con mezzi normali: si produce per stiramento delle corde vocali che provoca una vibrazione "per giustapposizione" delle corde stesse invece che per battimento. Per quanto detto, il suono di una voce in falsetto è più acuto e meno potente della voce normale, ed è più sibilante e meno ricco di sonorità (contiene meno armonici).Esso però differentemente dalla voce ingolata,non causa danni alle corde vocali proprio perché il fiato non batte sulla corda stessa.
Fatta questa prima divagazione adesso iniziamo con il punto centrale di questa lezione. In primo luogo si definisce colore della voce semplicemente il timbro di un cantante. La scelta particolare del termine è dovuta al fatto che la voce umana possiede moltissime sfaccettature in confronto a qualunque altro strumento,e per questo è più corretto di parlare di una certa gamma di timbri per un cantante esemplificati interamente dal termine colore della voce. La parola colore proviene dal fatto puramente convenzionale di associare ad un timbro vocale una delle gradazioni del grigio,a partire dal colore più chiaro,il bianco,per arrivare al colore più scuro,il nero. La timbrica del cantante viene apprezzata nella pronuncia delle vocali dell’alfabeto. La cosa è giustificata dal fatto che in realtà quando si canta si pronunciano principalmente vocali,mentre le consonanti vengono addolcite spostando la lingua in una posizione inusuale rispetto a quella del parlato. Ciò è dovuto al fatto che,essendo la consonante il frutto di un inpuntamento della lingua su una parte della cavità orale,l’emissione del fiato in modo copioso sarebbe inevitabilmente bloccato causando un onda riflessa che potrebbe essere dannosa per le corde vocali. Quindi tale teoria moderna ed ampiamente accettata in tutto il mondo,lega essenzialmente il colore della voce con le vocali. La prima vocale dell’alfabeto è la A. Questa vocale è molto bistrattata dalla teoria del canto moderno e viene associato al colore bianco. In genere un cantante è bianco se partendo da un timbro di partenza abbastanza chiaro(richiamante cioè il suono tipico della A),è solito aprire molto la bocca e stirare la cavità orale e la faringe. Essere bianchi per un cantante che non sia in fase di pubertà è una certezza di insuccesso…la motivazione sta in primo luogo sul fatto che il cantante bianco (o aperto) tende spesso a risultare ingolato e ad emettere suoni striduli,a volte fastidiosi (soprattutto sugli acuti) ,poveri di armonici. In sostanza un cantante bianco o comunque molto chiaro risulta spesso essere inespressivo,anonimo e con tendenza a “citofonare”. Ovviamente la mente subito porta a Roberta in riferimento ad Amici. In realtà qui occorre fare una precisazione. Roberta è comunque una cantante molto chiara tuttavia in realtà ha una voce piuttosto lavorabile, nel senso che facendo uno studio apposito e molto impegnativo è in grado di poter “colorare” la sua voce. In più essendo una donna può comunque arginare il fenomeno in quanto per una donna è meno importante possedere un colore scuro rispetto ad un uomo. Invece l’insalvabile risulta essere Pasqualino. Il ragazzo infatti non ha più nulla da migliorare. Così è e così rimarrà fino alla fine dei suoi giorni. La sua vocalità è tipicamente molto chiara ed inespressiva,per giunta non lavorabile. La seconda vocale è la E associata invece ad un colore grigio chiaro. Il timbro grigio chiaro è molto comune e Giuseppe è stato l’unico cantante quest’anno che lo abbia rappresentato. In genere difficilmente si produce un cantante con tali caratteristiche. Il cantante avente una timbrica vicina a tale colore in genere accentua il suo timbro aprendo molto la bocca in larghezza e meno in lunghezza,ottenendo un suono molto rotondo che da una sensazione viva di calore mai fastidiosa,Per questo pur essendo una tipologia di cantante aperto,comunque l’espressività rimane intatta e anzi viene rafforzata in canzoni a sfondo particolarmente mieloso e/o amoroso. L’impostazione della voce tuttavia risulta in genere complessa anche se comunque si scongiura il rischio di essere ingolati .Tralasciando per il momento la vocale I passiamo alla O. a questa vocale si associa il grigio scuro. Cominciamo ad entrare nel mondo dei timbri belli e facilmente producibili. Il cantante di questo colore in genere accentua le sue capacità tenendo il palato molto morbido ,la bocca arrotondata al massimo e la lingua rivolta verso il basso. Il suono che si ottiene è profondo,intenso, molto gradevole ed espressivo e tende facilmente ad emozionare .a questi cantanti risulta in genere semplice impostare la voce e raramente sono ingolati. Due esemplari di Amici sono Cassandra e Marco. Il secondo impreziosisce questo colore che resta molto duttile ed utilizzabile in quasi tutti i tipi di canzone,con una sabbiatura di fondo che prescinde dal discorso prettamente legato al colore. La vocale U è invece associato al colore nero. è un timbro molto raro e difficilmente duttile e producibile ai giorni di oggi,che però ha fatto in modo pieno la storia della musica con artisti del mondo Soul del calibro di Ray Charles, Janis Joplin , Aretha Franklin ed altri. si accentuano le caratteristiche di questo timbro mandando in avanti le labbra formando un tronco di cono con apertura finale molto ridotta,la lingua viene appoggiata alla base dei denti ed il palato viene molto incurvato .è impossibile essere ingolati con un timbro del genere l’impostazione della voce risulta essere molto semplice per coloro che hanno tale dote.
Capitolo a parte merita la I. Essa infatti viene esclusa dalla teoria dei colori per il fatto di essere spesso molto fastidiosa alle orecchie.Essa è caratterizzata da un suono pungente e profondo allo stesso tempo. La bocca sta in posizione larga mentre l’apertura risulta essere molto stretta. In genere sono timbri molto particolari che a volte possono essere gradevoli se accoppiati al graffiato. Per questo pochi sono i cantanti che posseggono tali caratteristiche…uno di questi è Rod Stewart…mentre ad amici Antonino e Gian sono stati cantanti con questa caratteristica. per le donne invece con tali caratteristiche è quasi impossibile il successo.
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venerdì 28 marzo 2008
Lezione-3: IL TEMPO ED IL RITMO
Abbiamo iniziato il nostro piccolo corso canoro con due parti fondamentali della scienza del canto,il suono e la respirazione.Con la lezione odierna concludiamo appunto i fondamenti del canto moderno. Oggi parleremo di tempo e di ritmo. I due concetti che sono indubbiamente connessi tra loro,vengono spesso scambiati o messi insieme con la discutibile, ed alquanto impropria parola “musicalità”, che intende ,nel suo senso più proprio, lo stare nella musica. In realtà dunque, il valore della musicalità è abbastanza separato dai concetti di ritmo e tempo,proprio perché con questo termine si preferisce indicare lo stare in armonia con la musica,cioè il costruire degli accordi codificati con le note del brano che accompagna il canto. Per precisare ,l’accordo in generale è la simultaneità di più suoni aventi una frequenza definita. Da qui ci rendiamo conto come l’aspetto della musicalità sia maggiormente legato all’intonazione ed all’armonia ,pittosto che al tempo ed al ritmo. Più propriamente tornando al tempo ,dobbiamo distinguere in musica due tipi differenti di tempo. Un primo concetto di tempo si riferisce alla velocità del susseguirsi delle note che normalmente non è mai strettamente definito,ma viene invece indicato nel pentagramma attraverso degli attributi che trovano posto all’inizio della partitura(Presto,Allegro,Moderato,Adagio,Grave ecc.).Ciascuno di questi attributi indica un numero minimo e massimo di battiti al minuto( Moderato = 80-105 bpm). Il “battito” è fondamentalmente l’unità di misura del tempo musicale inteso nel suo concetto più proprio come divisione metrica di una partitura. In parole povere ogni nota segnalata nello spartito del cantante ha una certa durata che viene misurata in battiti. Tutta la partitura è divisa in “battute”, ed ogni battuta contiene strettamente un certo numero di battiti, segnalati all’inizio della partitura immediatamente dopo la chiave musicale dal numeratore di una frazione(ad esempio 4/4 indica che per ogni battuta vi sono 4 battiti).Il denominatore invece indica l’unità di tempo,vale a dire la figura musicale scelta per rappresentare il singolo battito(capiremo meglio nel seguito).
.Come detto prima c’è una corrispondenza biunivoca tra le figure musicali ed il denominatore della frazione metrica
: tale simbolo individua la cosiddetta “semibreve” associata al denominatore 1; per esempio se ho una semibreve in una partitura nel quale il metro è indicato dai 4/4,l’intera battuta è completata dalla semibreve stessa(1/1= 4/4).Quindi nel caso dei 4/4 una semibreve vale 4 battiti
: tale simbolo indica invece la cosiddetta “minima” associata invece al denominatore 2;per esempio per completare una battuta nel 4/4 abbiamo bisogno di due minime (1/2 + 1/2 = 2/2 = 4/4).Ovviamente sempre nel caso dei 4/4 la minima vale 2 battiti
: tale simbolo viene chiamato “semiminima” associata al denominatore 4;ovviamente come ormai avrete capito per completare una battuta nel 4/4 è necessario avere ben 4 semiminime (1/4 + 1/4 + 1/4 + 1/4 = 4/4).Come avrete ormai capito nei 4/4 una semiminima vale 1 battito.
: tale simbolo viene chiamato “croma” e ad essa si associa il denominatore 8.Facendo gli stessi opportuni ragionamenti matematici si vede che nei 4/4 la croma vale mezzo battito e che occorrono otto crome al completamento della battuta.
: quest’ultima chiamata “semicroma” vale invece 1/16 (si associa ad essa il denominatore 16)
: “biscroma”- 1/32
: “semibiscroma”-1-64
Ad ogni nome di una figura corrisponde anche la figura di una pausa di medesima durata (per esempio pausa di minima),che non riporto per questioni di spazio
Oltre a queste figure,ne esistono molte altre,tuttavia piuttosto rare per ovvi motivi…immaginatevi come si possa notare in mezzo ad un brano 1/32 di battito. Di conseguenza rispettare il tempo di un brano significa cantare tutte le note nello spartito del cantante, ciascuna con la loro rispettiva durata in battiti…in genere è facile essere in anticipo o in ritardo di pochissime frazioni di battito. Per questo nel canto moderno soprattutto si ha una certa tolleranza nei confronti del tempo. A volte addirittura nel canto moderno il cambiare volutamente la durata delle note (in genere diminuire o aumentare la durata delle pause,ovvero anticipare o posticipare rispettivamente gli attacchi) viene considerata una variazione, ovvero un abbellimento raffinato del brano .Ad esempio nel caso della discussissima interpretazione di Marco in “Ti Scatterò Una Foto” il posticipare la maggior parte degli attacchi di qualche frazione di battito va considerata una variazione,visto che il Ferro fa moltissime volte ciò volutamente ,nei suoi Live.
Diverso ma ad esso legato è il concetto del ritmo. Il ritmo è definito come una successione di accenti, intendendo con accento il maggior rilievo (variazione di intensità o di'enfasi) che alcuni suoni hanno rispetto ad altri nell'ambito di un brano o una frase musicale. Avremo allora suoni più accentati (accento forte), meno accentati (accento debole) o non accentati. La sequenza degli accenti di un brano musicale tende normalmente a ripetersi a intervalli regolari ed è questa ripetizione che viene chiamata ritmo del brano: la più breve sequenza non periodica (quella che viene ripetuta) viene anche chiamata “cellula ritmica”. è proprio la periodicità della cellula ritmica che lega il concetto di ritmo a quello di tempo, in quanto è la durata del periodo ad aggiungere informazioni al cantante sulla ritmicità del brano. Quando un brano è composto di più voci (umane o strumentali), il ritmo è avvertibile in misura diversa nelle varie parti: la melodia è spesso quella meno vincolata dal ritmo. In questo caso, il compito di scandire il ritmo è affidato soprattutto ad alcuni strumenti che vengono collettivamente chiamati “sezione ritmica”. Strumenti come le percussioni, il contrabbasso , il basso elettrico, il pianoforte e la chitarra sono normalmente considerati parte della sezione ritmica, anche se possono svolgere (e spesso svolgono) funzioni solistiche (e quindi non ritmiche). A volte un intero gruppo (sezione) di strumenti viene impiegato in funzione ritmica - ad esempio la sezione dei violini in certi passaggi orchestrali.
Ad amici uno dei ragazzi che ha il maggior senso del ritmo ,cioè che ha maggiori capacità di individuare la ritmicità del brano e riprodurla con la voce è Pasqualino,che sicuramente mette tra le sue carte vincenti tale proprietà che in genere è innata,ma può migliorare con l’esperienza. Invece Marco è uno dei peggiori sotto questo punto di vista,anche se un cantante può comunque evitare di svolgere canzoni dove è necessario un forte senso del ritmo (brani Hip Hop ad esempio).
La lezione è abbastanza complessa,per cui nel caso in cui per mio demerito qualcosa non fosse chiaro,potete tranquillamente chiedere nei commenti
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martedì 25 marzo 2008
Canto: lezione n.2 - LA RESPIRAZIONE
Lascio la parola direttamente al nostro prezioso esperto musicale, Gabriele che ci renderà tutti meno ignoranti (in fatto di canto si intente). Ciao
Allora,…dopo il ridente esordio (anche se vorrei sapere chi ha detto che ho scritto una marea di stronzate ^^ ) adesso veniamo ad un capitolo un po’ più interessante. Oggi vi parlerò infatti della TECNICA RESPIRATORIA, ormai tanto in voga quest’anno nel programma dei piccoli palombari (come dice Platinette). Effettivamente era ora che anche ad Amici si discutesse un po’ della respirazione. Come si può facilmente intuire la tecnica della respirazione è la base del cantante. Nessun cantante può dirsi tale senza conoscere le regole fondamentali di respirazione e le tecniche che sono rigidamente connesse a questo aspetto. La voce umana,è a tutti gli effetti uno strumento,in quanto il suono emesso proviene appunto da un corpo che viene messo in oscillazione,anatomicamente chiamato “corda vocale”. L’oscillazione di questo particolare muscolo che si tende all’allargarsi della cavità orale,è dovuto all’aria che normalmente ogni essere umano espira. Da qui si evince ovviamente,quanto sia importante respirare in maniera corretta per un cantante. Prima di scendere sulla tecnica vera e propria,è opportuno dare un sommario riassunto su come è costituito l’apparato respiratorio di un generico essere umano. Subito dopo la cavità orale,abbiamo la presenza della faringe(la gola),poi della laringe(il tubo lungo il quale passa l’aria sia in fase inspiratoria che in fase espiratoria) e infine dei polmoni. Come in tutti i vertebrati, nell'uomo i due polmoni sono racchiusi nella gabbia toracica, dotata di una base a cupola formata dal muscolo chiamato diaframma. Il controllo del diaframma diviene fondamentale nella tecnica canora in quanto esso costituisce il collegamento tra i polmoni,che sono fonte dell’aria espirata,e i muscoli addominali che sono quelli che consentono ogni forma di controllo del canto stesso. Tornando alla respirazione,essa può essere suddivisa in due grandi momenti,l’inspirazione e l’espirazione. Durante la fase d’inspirazione l’aria viene convogliata nella faringe per poi discendere direttamente nei polmoni attraverso la laringe. I polmoni a questo punto cominciano ad espandersi,mentre il diaframma si contrae permettendo alla gabbia toracica di espandersi lasciando spazio ai polmoni,anch’essi in espansione. Qui interviene la tecnica del canto. La fase inspiratoria è fondamentale in quanto è strettamente funzionale a quella di espirazione che sostanzialmente,produce la vibrazione delle corde vocali . è assolutamente necessario che i polmoni convoglino al loro interno la massima quantità di aria e che,quindi il diaframma si contragga al massimo fino al raggiungimento del pieno contatto tra la parte superiore del diaframma e la parte inferiore dei polmoni. Affinché i polmoni si riempiano completamente d’aria(compresa dunque la parte in basso),bisogna convogliare l’aria nella parte bassa del torace,gonfiando completamente una sorta di palloncino che ci sembrerà compreso tra lo stomaco e la gabbia torcaica stessa. Per realizzare questo,la inspirazione deve essere profonda,modulata,lenta ed eseguita a partire dal naso(mai dalla bocca,se non in casi particolari);la postura deve essere eretta,con le spalle lievemente incurvate verso il basso, e le gambe leggermente divaricate;la condizione psicologica deve essere rilassata,priva di ogni forma di stress. Una buona prova per verificare se stiamo eseguendo tutto questo è porsi dinnanzi ad uno specchio ed osservare se le nostre spalle durante l’inspirazione tendono a sollevarsi. In tal caso stiamo sbagliando qualcosa. Se invece le spalle restano dove sono e si forma un palloncino tra stomaco e gabbia toracica,e sentiamo che ques’t ultima si sta allargando a dismisura,siamo sulla buona strada. Bene…. . adesso parliamo dell’espirazione . Subito prima di espirare dobbiamo porre gli addominali alti a contatto con il diaframma. Per fare questo dobbiamo leggermente sollevarli e contrarli , senza però alterare il nostro status di totale rilassamento(pena voce tremante e sbiadita). Questa famosissima tecnica,prende il nome di APPOGGIO. Mantenere l’appoggio durante tutta la fase espiratoria è fondamentale per evitare fenomeni di calanza o tremolio della voce. A questo punto cominciamo a buttare fuori il fiato dalla bocca lentamente,cercando di far si che il flusso di aria si mantenga grossomodo costante. Allora sentiremo il diaframma espandersi lentamente e i muscoli addominali schiacciarsi su se stessi. Quindi cominceremo a lasciare la contrazione degli addominali per far spazio senza perdere però l’appoggio(un po’ come il bilancino nella macchina tra frizione e acceleratore). Per verificare se stiamo facendo tutto bene poniamo dinnanzi a noi una candela accesa. Se la fiamma ha dei movimenti irregolari stiamo sbagliando qualcosa. Qualcuno giustamente si chiederà…. ma nel frattempo gli addominali bassi che cosa fanno?In genere gli addominali bassi sono scarichi,però talvolta è opportuno contrarli portandoli verso l’interno del nostro corpo in modo da dare una spinta più forte ed improvvisa al diaframma senza perdere l’appoggio. Questa tecnica è chiamata ACCENTO ed è in genere usata per produrre le note più acute. Infine durante l’appoggio noi applichiamo una certa pressione sui muscoli addominali, ma non dobbiamo dimenticare che anche l’aria contenuta nei polmoni esercita una certa pressione. Nel momento in cui queste due contrastanti forze non sono eccessivamente sbilanciate da una parte o dall’altra, il risultato è una leggerissima vibrazione. Tale vibrazione è conosciuta appunto come VIBRATO,croce e delizia di ogni cantante. Essendo infatti dovuto ad un sottilissimo gioco di pressioni risulta enormemente difficoltoso eseguirlo senza procurare distorsioni notevoli con lente variazioni di nota legate a produzioni di onde sonore di notevole ampiezza.
Veniamo ora ai nostri cari ragazzi di Amici e andiamo a prendere due esempi molto cari ai più…
ESEMPI: Marco Carta VS Roberta Bonanno
Il pulcino spennato Marco e la Robona nazionale. Il primo è l’esempio lampante di come non va eseguito il vibrato(anche se con la cura Jurman i miglioramenti sono notevoli). Infatti poiché Marco da inesperto non esegue in modo impeccabile la tecnica respiratoria,cade nella trappola vibrante senza molti complimenti. Infatti siccome non esercita nel modo corretto pressione sugli addominali alti e invece esercita una enorme pressione sui polmoni,esegue un bel vibratone sardo lungo e lento distorcendo in modo sconsiderato le note. Questo si vede ancora di più sui finali perché lui anziché rilassarsi nel momento di maggiore passività addominale tende tutto il resto del corpo compreso il collo,creando lo sgradevole effetto.
L’altra buffona invece inspira in maniera sconcertante. Infatti come potete spesso notare Lei predilige fare un bel respiretto di due secondi con la boccuccia larga (con relativa alitata sul microfono)mandando le spallazze in alto(effetto camionista per intenderci). Il risultato è la cosiddetta apnea (quella che Tiziano Ferro utilizza volutamente per legare le frasi nelle sue canzoni). Quando si ha l’apnea si ha una conseguente mancanza di fiato che costringe Roberta a “tirare indietro la voce” producendo una voce stridula,sfibrata e nervosa. L’errore diventa ancora più evidente quando è costretta ad eseguire pezzi nel repertorio soul dove la coloritura della voce diventa fondamentale. Parleremo meglio successivamente di registri e colore della voce.
A voi i commenti, suvvia!
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giovedì 20 marzo 2008
Canto: lezione n.1 - IL SUONO, esempio: "Avrai" Marco Carta e Roberta Bonanno
GRANDE NOVITA'. Un nostro carissimo e stimatissimo lettore, Gabriele, mi ha proposto una stupefacente idea. Quella di istruire me e voi tutti con delle lezioni di canto al fine di comprendere meglio quelle che sono le esibizioni dei nostri amati Amici di Maria!
Ovviamente non so quanti di voi possano gradire sta cosa, ma la trovo altamente formativa e quindi me ne fotto e faccio di testa mia! Al termine della prima lezione un accuratissima analisi delle esibizioni di ieri dei due titani di questa edizione: Marco Carta VS Roberta in "Avrai" di Claudio Baglioni. Prendete appunti...
Il suono è la sensazione data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione. Tale vibrazione, che fisicamente è considerata a tutti gli effetti un onda,può propagarsi in qualunque mezzo elastico(in genere aria) ed è possibile associare ad essa una frequenza,un'intensità ed un timbro. Nel linguaggio volgare spesso la frequenza viene denominata impropriamente "altezza",mentre l'intensità viene denominato "volume".Il timbro invece rappresenta ciò che è misterioso nel mondo della musica.Esso dipende senza alcuna relazione precisa dal corpo in oscillazione che comunemente è chiamato "strumento".Senza tenere conto del timbro,nella storia sono state create numerose convenzioni affinché semplificassero la lettura di una partitura musicale.La prima fondamentale convenzione riguardò la frequenza con l'introduzione del concetto di nota.La nota in pratica sostituisce l'esatto valore della frequenza in Hertz con un nome del tutto convenzionale che varia da paese a paese.Il numero delle note dunque non è come si pensa impropriamente sette,bensì le note sono infinite alla stessa maniera dei numeri. Naturalmente non tutte le note possono essere ascoltate dall'orecchio umano ed in particolare tali note vengono considerate appartenenti alle fasce musicali degli ultrasuoni e degli infrasuoni.Convenzionalmente nella lingua italiana alla frequenza di 440 Hz corrisponde la nota chiamata La3.Vista la gran somiglianza con il suono di frequenza doppia del La3 indusse gli storici a chiamare con lo stesso nome tale nota specificando con il numero 4 il fatto che la frequenza di tale nota fosse di 880 Hz.La distanza musicale tra La3 e La4 fu chiamata ottava in maniera impropria,dato il fatto che in realtà il numero di note contenute in un ottava sono indefinite.Tuttavia la convenzione musicale stabilì un certo numero di note "notevoli" all'interno di una ottava.Fondamentalmente le convenzioni usate sono due.La prima, più imprecisa,segue la cosiddetta "scala diatonica".Essa prevede la presenza di sole sette note contenute in un ottava chiamate secondo la lingua italiana Do Re Mi Fa Sol La Si .La seconda convenzione,più minuziosa,segue la cosiddetta "scala cromatica".Quest'ultima prevede invece la presenza di dodici note in ogni ottava chiamate Do Do#(Reb) Re Re#(Mib) Mi Fa Fa#(Solb) Sol Sol#(Lab) La La#(Sib) Si ove i nomi delle note tra parentesi indicano lo stesso suono(frequenza).Facendo riferimento alla scala cromatica la distanza tra due note diverse è detta "semitono", mentre due semitoni costituiscono un "tono".Per individuare matematicamente il valore della frequenza di ciascun semitono si adotta la formula 440 X 2^n/12 dove n è il numero di semitoni dalla quale dista, la nota considerata, dal La3.Fatte queste premesse sul concetto di nota e suono andiamo ad analizzare un concetto fondamentale per un cantante specificatamente,la tonalità in genere quando si fa uso delle tonalità ci si riferisce ad una scala di tipo diatonico (ad otto note) considerando tuttavia sette tra le dodici note della scala cromatica.Qualunque scala diatonica è formata da un insieme di cinque toni e due semitoni che nel caso di "scala diatonica maggiore" si susseguono nel seguente modo:
T-T-s-T-T-T-s ove T sta per tono ed s semitono.
Esitono inoltre tre scale diatoniche minori(naturale,armonica,melodica) nelle quali toni e semitoni si susseguono nel modo seguente:
armonica:T-s-T-T-s-3s-s ove con 3s si intendono 3 semitoni
melodica:T-s-T-T-T-T-s(ascenden
esistono poi altre scale assolutamente disusate e rare.
E' possibile costruire una scala diatonica a partire da una certa nota ad esempio la scala diatonica maggiore di Re sarà Re Mi Fa# Sol La Si Do. La prima nota della scala è detta tonica e da il nome alla tonalità.Nel nostro caso dunque ci troviamo di fronte ad una tonalità di Re maggiore.Nella pratica la tonalità di un brano generico stabilisce le sette note da utilizzarsi per quel brano.Nel nostro caso avendo un brano in tonalità di Re maggiore,ciò comporta che ogni qual volta nel pentagramma compare il simbolo di un Fa,il musicista dovrà eseguire un Fa#.
In genere nella pratica del canto,si suole modificare la tonalità di un brano,cambiandone così le note alterate.La tonalità originale viene chiamata volgarmente "tonalità 0"
Se un cantante ad esempio preferisce diminuire la frequenza delle note di un dato brano modifica la tonalità e va per esempio alla "tonalità -1" nell esempio precedente avevamo una tonalità di Re maggiore che supporremo la nostra tonalità 0.abbassare la tonalità a -1 significa utilizzare la tonalità di Do# maggiore.Praticamente basta diminuire di un semitono tutte le note della scala avendosi così la scala di Do# maggiore : Do# Re# Fa Fa# Sol# La# Si.La tonalità ovviamente può essere modificata fino all'infinito.
Ecco la lezione è finita, ma sentiamo ora l'analisi riguardo l'esibizione di ieri... così mettiamo subito in pratica parte delle cose che abbiamo imparato.
Analisi dell'esibizione di Marco:
Allora pur non avendo parlato ancora di cosa significhi il tempo ed il ritmo,posso dire che marco non era nel tempo nella metà della parte bassa dove c'è stato un po di nascosto imbarazzo,mentre il ritmo era poco presente in quasi tutta la canzone,L'intonazione era precaria nel complesso..in genere Marco è stato lievemente calante,(meno di un semitono)seppur in modo non scandaloso in parecchi finali di nota...tale fatto è stato probabilmente dovauto al fatto che Marco non prendeva proprio quei bassi che la canzone richiedeva...per cui finiva nell'essere forzatamente ingolato andando nell'imprecisione(tanto è vero che non alcune note uscivano proprio male sui finali)..La soluzione del problema sarebbe stato un'aumento della tonalità..(cioè sostanzialmente come detto nella e-mai precedente,avrebbe comportato in pratica l'aumento della nota più bassa di un certo numero di semitoni,rendendola meno bassa di quanto era).Tuttavia cambiare la tonalità non è come qualcuno crede scioccamente imbrogliare,in quanto il rovescio della medaglia sarebbe stato l'alzare di un certo numero di semitoni le note più alte facendo perdere di cosistenza gli acuti...qui si entra nel discorso complesso del colore della voce di cui non ho ancora parlato....Il colore nella canzone di Marco era corretto:scuro,pienò,corposo.Rendeva interpretativamente.i vibrati erano correttamente controllati ed il graffiato che nella tecnica interpretativa intende intensità struggente stava a meraviglia nella canzone...Questo nella sostanza va a dire che il timbro di Marco è veramente speciale e bellissimo come tutti dicono.Quello che è stato l'errore più evidente nella canzone di Marco,è stata la mancanza di una intera frase...il discorso non è legato alla memoria o altre forme di negligenza....il problema in quel caso er adovuto ad un INSPIEGABILE E BANALISSIMO PROBLEMA DI RESPIRAZIONE,ancora non ho parlato di resprazione..in questo caso è evidente che marco non abbia respirato completamente prima dell'attacco del prmo acuto ed era già senza fiato sul finale...infatti si vede chiaramente come improvvisamente Marco sia arrossito nel finale precedente all'acuto..chiaro segno di mancanza di fiato...poichè non ha proprio respirato..non è riuscito a pronunciare la frase...e ha divuto respirare fouri tempo.Gli acuti finali invece erzno molto molto belli...erano consistenti,armonici,scuri
Analisi dell'esibizione di Roberta:
Roberta fatto un'ottima esibizione...siamo quasi alla perfezione...Lei era molto sul tempo..bellissimo ritmo arricchito da sublimi dinamiche e variazione azzeccatissime,un'intonazione fondamentalmente precisa,un po crescente nell'ultimo acuto.L'interpretazione era toccante,la coloritura efficace...gli ultimi acuti erano un po chiari e sfibrati,ma vista la canzone che richiede una grande estensione,siamo a livelli altissimi.Il punto debole di Roberta è senz'altro la respirazione...che nonostante sia scorretta stavolta è stata comunque funzionale,anche se le alitate sul microfono portano dei fastidi abbastanza evidenti per un orecchio allenato.
Ora vi squinzaglio nei commenti innanzi tutto sull'iniziativa delle lezioni, sulla loro chiarezza e sull'analisi a parer mio super partes e ottima del nostro caro Gabriele a cui vanno i miei vivissimi complimenti. Creerò pure un sondaggio per capire il vostro grado di apprezzamento...
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GuidaTv
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